Calino

Calino

Tutte le bocce di Tommaso Cintolesi

 

 

Mai badare troppo alle apparenze! E questo è il primo presupposto per venire a mangiare da Calino. Tra la bocciofila e il circolo del tennis c’è Tommaso Cintolesi, l’incastro non è di quelli migliori ma questo mantiene lontani i clienti interessati più ai riflettori che ai contenuti.

E da Calino i contenuti di pesce e vino non mancano. Ed è proprio il connubio di questi due elementi che permette di vivere un’entusiasmante esperienza gastronomica, basta lasciarsi guidare e avere fiducia. Il vostro palato vi ringrazierà certamente.

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Prima però di passare alla sostanza il nome “Calino” merita una riflessione. Poteva tranquillamente essere la seconda stagione degli “Scandiccinesi” dei Soliti Idioti. Per fortuna non c’è nessuna connessione con la ristorazione finta toscana inscenata dai due comici. Invece il nome prende spunto da un colpo del gioco delle bocce.

Tommaso Cintolesi è concentrato sul pesce, ma non il solito pesce che ritroviamo in tutti i locali a tema. Quello che si mangia da Calino è un pesce diverso, sconosciuto ai più, ma non per questo meno meritevole di attenzione. La sua mission è valorizzare la stagionalità del pesce e le razze meno utilizzate in cucina.

“la pietra scartata dai costruttori sarà la pietra angolare su cui costruire la mia chiesa”

E così Tommaso ha costruito la sua cucina, basata su tutto quello che i ristoratori modaioli scartano del mare, il pesce povero, quello finito nel dimenticatoio.

Un approccio diretto e spregiudicato con la materia, che rispecchia in tutto e per tutto il carattere dello chef. Una cucina decisamente inconsueta che sorprende per fantasia e ingegno.

Quello che mi ha più entusiasmato della cucina di Calino è l’accostamento delle frattaglie al pesce. Prendo due piatti ad esempio di questo abbinamento che mi hanno lasciato senza parole:

L’insalata di trippa e cozze con latte e wasabi ed il musetto con il polpo, soia e ginger. In entrambi casi un’estasi di sapori ed equilibri di consistenze.

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Il pesce “povero” della serata era il Manfrone, detto anche “Pagello Bastardo” che ha trovato spazio all’interno dei ravioli con la ricotta di bufala. Un piatto buono quanto delicato che mette in risalto tutta la qualità del pesce e l’estro dello chef.

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A Tommaso il coraggio non manca, ma è ben supportato da una grande conoscenza della materia, quel sapere che gli permette di proporre anche una zuppa in piena estate. Non proprio una zuppa in effetti perché asciutta. Polpo e cozze messe insieme ad un tiratissimo sugo di “pescioletti” da cacciucco. Forse un azzardo ma anche questo piatto si è dimostrato molto interessante.

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Una piccola divagazione anche sulla carne e sul fiume con il rotolo di manzo, uova di Morone, maionese e acqua di curry.

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Il vino è la seconda passione di Tommaso, non c’è una vera e propria carta ma una bella selezione di etichette scelte con il cuore e con il gusto. Calino è BYO friendly (bring your own) e questo consente di sbizzarrirsi con gli abbinamenti senza l’onere del diritto di tappo e la foto qui sotto ne è una chiara testimonianza.

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Il prezzo di questo godimento è di assoluto rispetto, 40 € per esperienze di questo tipo sono spesi benissimo.

 

 

Calino

via di Scandicci Alto, 1 – Scandicci (FI)

sito web

 

 

 

 

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